“L’opera di Dio, l’indole di Dio e Dio Stesso I” Parte 2

L’opera di Dio, l’indole di Dio e Dio Stesso I

Inizieremo ora dalla storia di Adamo ed Eva. Anzitutto leggiamo le Scritture.

1. Adamo ed Eva

1) Il comando di Dio a Adamo

Genesi 2:15-17 Jahvè Dio prese dunque l’uomo e lo pose nel giardino d’Eden perché lo lavorasse e lo custodisse. E Jahvè Dio diede all’uomo questo comandamento: “Mangia pure liberamente del frutto d’ogni albero del giardino; ma del frutto dell’albero della conoscenza del bene e del male non ne mangiare; perché, nel giorno che tu ne mangerai, per certo morrai”.

Deducete qualcosa da questi versetti? Come vi fa sentire questa parte delle Scritture? Perché ho selezionato “Il comando di Dio a Adamo”? Ora ognuno di voi ha in mente un’istantanea di Dio e di Adamo? Potete provare a immaginarla: se foste in quella scena, che aspetto avrebbe Dio nel vostro cuore? Quali emozioni vi suscita questa immagine? È un ritratto commovente e toccante. Sebbene ci siano soltanto Dio e l’uomo, l’intimità tra loro è davvero invidiabile; il copioso amore di Dio viene concesso gratuitamente all’uomo e lo circonda; l’uomo è ingenuo e innocente, libero e spensierato, e vive beatamente sotto lo sguardo di Dio; Dio mostra la Sua sollecitudine per l’uomo, mentre quest’ultimo vive sotto la Sua protezione e benedizione; ogni singola cosa che l’uomo fa e dice è strettamente legata a Dio e inseparabile da Lui.

Potete dire che questo è il primo comando dato da Dio all’uomo dopo la sua creazione. Che cosa veicola questo comando? La volontà di Dio, ma anche le Sue preoccupazioni per l’umanità. È il primo comando di Dio, ed è anche la prima volta che Egli Si preoccupa per l’uomo. Vale a dire che Dio ha una responsabilità verso l’uomo dal momento in cui l’ha creato. Qual è la Sua responsabilità? Deve proteggere l’uomo e prenderSi cura di lui. Spera che l’uomo riesca a credere e a obbedire alle Sue parole. Questa è anche la prima aspettativa di Dio su di lui. È con questa aspettativa che Egli pronuncia la seguente frase: “Mangia pure liberamente del frutto d’ogni albero del giardino; ma del frutto dell’albero della conoscenza del bene e del male non ne mangiare; perché, nel giorno che tu ne mangerai, per certo morrai”. Queste semplici parole rappresentano la volontà di Dio. Rivelano anche che il Suo cuore ha già iniziato a mostrare sollecitudine per l’uomo. Tra tutte le cose, soltanto Adamo fu creato a immagine e somiglianza di Dio; egli era l’unica cosa vivente nelle cui narici Dio aveva soffiato il Suo alito di vita; poteva camminare e conversare con Dio. È per questo motivo che Dio gli diede un simile comando, con cui spiegò molto chiaramente ciò che l’uomo poteva e non poteva fare.

In queste poche, semplici parole vediamo il cuore di Dio. Ma che tipo di cuore è? Al Suo interno alberga l’amore? Alberga la sollecitudine? L’amore e la sollecitudine di Dio in questi versetti possono non solo essere compresi dalle persone, ma anche percepiti in modo accurato e autentico. Non è così? Ora che ho detto queste cose, pensate ancora che siano soltanto poche semplici parole? Non sono tanto semplici, vero? Ve ne eravate accorti prima? Se Dio ti dicesse personalmente queste poche parole, come ti sentiresti dentro? Se non sei una persona benevola, se il tuo cuore è freddo come il ghiaccio, non proveresti nulla, non comprenderesti l’amore di Dio e non cercheresti di capire il Suo cuore. Se invece sei una persona dotata di coscienza e di umanità, le tue sensazioni sarebbero diverse. Percepiresti un calore e ti sentiresti protetto, amato e felice. Non è così? Quando proverai queste cose, come ti comporterai verso Dio? Ti affezionerai a Lui? Lo amerai e Lo rispetterai dal profondo del tuo cuore? Il tuo cuore si avvicinerà di più a Lui? Da tutto ciò puoi dedurre quanto sia importante l’amore di Dio per l’uomo. Ancora più cruciali, tuttavia, sono il riconoscimento e la comprensione dell’amore di Dio da parte dell’essere umano. In realtà, Dio non dice molte cose analoghe durante questa fase dell’opera? Ma le persone di oggi comprendono il Suo cuore? Siete in grado di cogliere la Sua volontà, di cui ho appena parlato? Non riuscite a distinguerla nemmeno quando è così concreta, tangibile e realistica. È questa la ragione per cui dico che non avete alcuna reale conoscenza e comprensione di Dio. Non è vero? Questo è tutto ciò che comunicheremo riguardo a questo passo.

2) Dio crea Eva

Genesi 2:18-20 Poi Jahvè Dio disse: “Non è bene che l’uomo sia solo; io gli farò un aiuto che gli sia convenevole”. E Jahvè Dio avendo formato dalla terra tutti gli animali dei campi e tutti gli uccelli dei cieli, li menò all’uomo per vedere come li chiamerebbe, e perché ogni essere vivente portasse il nome che l’uomo gli darebbe. E l’uomo dette de’ nomi a tutto il bestiame, agli uccelli dei cieli e ad ogni animale dei campi; ma per l’uomo non si trovò aiuto che gli fosse convenevole.

Genesi 2:22-23 E Jahvè Dio, con la costola che avea tolta all’uomo, formò una donna e la menò all’uomo. E l’uomo disse: “Questa, finalmente, è ossa delle mie ossa e carne della mia carne. Ella sarà chiamata donna perché è stata tratta dall’uomo”.

Ci sono alcune frasi chiave in questa parte delle Scritture. Per favore, sottolineatele: “e perché ogni essere vivente portasse il nome che l’uomo gli darebbe”. Dunque chi diede nome a tutte le creature viventi? Adamo, non Dio. Questa frase riferisce all’umanità un dato di fatto: quando Dio creò l’uomo, gli diede l’intelligenza. Vale a dire che l’intelligenza dell’uomo venne da Dio. Questa è una certezza. Ma perché? Dopo che Dio l’ebbe creato, Adamo andò a scuola? Sapeva leggere? Dopo che Dio ebbe fatto varie creature viventi, Adamo riconobbe tutti questi animali? Dio gli disse come si chiamavano? Naturalmente, Dio non gli insegnò neppure a inventare i nomi di queste creature. È la verità! Allora come faceva Adamo a sapere come dare un nome a queste creature viventi e che tipo di nome attribuire loro? Ciò si ricollega a quel che Dio aggiunse a Adamo quando lo creò. I fatti dimostrano che quando Dio creò l’uomo gli diede anche la Sua intelligenza. Questo è un punto chiave. Avete ascoltato tutti attentamente? C’è un altro punto cruciale che vi dovrebbe essere chiaro: dopo che Adamo ebbe attribuito un nome a ciascuna di queste creature viventi, questi nomi entrarono a far parte del vocabolario di Dio. Perché dico questo? Ciò concerne anche l’indole di Dio, e devo spiegarvelo.

Dio creò l’uomo, gli soffiò nelle narici il Suo alito di vita, e gli diede anche parte della Sua intelligenza, delle Sue capacità e di ciò che Egli ha ed è. Dopo che gli ebbe dato tutte queste cose, l’uomo fu in grado di compiere alcune azioni in modo indipendente e di pensare con la sua testa. Se ciò che l’uomo inventa e fa è buono agli occhi di Dio, Egli lo accetta e non interferisce. Se ciò che l’uomo fa è giusto, Dio Si limiterà a lasciarlo così per sempre. Allora cosa rivela la frase “e perché ogni essere vivente portasse il nome che l’uomo gli darebbe”? Essa suggerisce che Dio non apportò alcuna modifica ai nomi delle varie creature viventi. Qualunque nome Adamo scegliesse, Egli diceva: “Sì” e lo registrava così com’era. Espresse forse qualche opinione? Sicuramente no. Dunque cosa vedete qui? Dio diede l’intelligenza all’uomo e questi la usò per fare le cose. Se ciò che l’uomo fa è positivo agli occhi di Dio, viene confermato, riconosciuto e accettato da Lui senza alcuna valutazione né critica. È una cosa che le persone, gli spiriti maligni o Satana non possono fare. Vedete qui una rivelazione dell’indole di Dio? Un essere umano, un individuo corrotto o Satana accetterebbero di farsi rappresentare da qualcuno che facesse le cose sotto il loro naso? Naturalmente no! Lotterebbero per mantenere la loro posizione contro l’altra persona o forza diversa da loro? Certo che sì! In quel momento, se con Adamo ci fossero stati Satana o una persona corrotta, sicuramente avrebbero rifiutato ciò che egli stava facendo. Per dimostrare di avere la capacità di pensare in maniera autonoma e delle intuizioni uniche, avrebbero assolutamente negato tutto quello che Adamo faceva: “Vuoi chiamare così questa cosa? Be’, io no, la chiamerò in quest’altro modo; tu l’hai chiamato Tom, ma io lo chiamerò Harry. Devo sfoggiare la mia intelligenza”. Che tipo di natura è questa? Non è estremamente arrogante? Ma Dio ha un’indole simile? Sollevò obiezioni insolite a ciò che fece Adamo? La risposta è inequivocabilmente no! Nell’indole che Dio rivela, non c’è un briciolo di polemica, di arroganza o di presunzione. Qui è più che chiaro. Si tratta di una cosa piccolissima ma, se non comprendi l’essenza di Dio, se il tuo cuore non cerca di scoprire come Egli agisca e quale sia il Suo atteggiamento, non conoscerai la Sua indole e non ne vedrai l’espressione e la rivelazione. Non è così? Sei d’accordo con quello che ti ho appena spiegato? In reazione alle azioni di Adamo, Dio non proclamò a voce alta: “Bravo. Ben fatto. Concordo”. In cuor Suo, tuttavia, approvò, apprezzò ed elogiò ciò che Adamo aveva fatto. Dalla creazione, questa fu la prima cosa che l’uomo fece per Dio al Suo comando. Fu qualcosa che l’uomo fece al posto e per conto di Dio. Agli occhi di Dio, ciò ebbe origine dall’intelligenza che Egli aveva concesso all’essere umano. Dio la vide come una cosa giusta, una cosa positiva. Ciò che Adamo fece in quel momento fu la prima manifestazione dell’intelligenza di Dio nell’uomo. Dal punto di vista di Dio fu ottima. Qui voglio dirvi che Dio aggiunse all’uomo una parte di ciò che Egli ha ed è e della Sua intelligenza affinché egli fosse la creatura vivente in grado di manifestarLo. Che questa creatura vivente facesse le cose per Suo conto era esattamente ciò che Dio aveva desiderato vedere.

3) Dio prepara tuniche di pelle per Adamo ed Eva

Genesi 3:20-21 E l’uomo pose nome Eva alla sua moglie, perch’è stata la madre di tutti i viventi. E Jahvè Dio fece ad Adamo e alla sua moglie delle tuniche di pelle, e li vestì.

Diamo un’occhiata a questo terzo passo, in cui si afferma che c’è un significato dietro il nome che Adamo scelse per Eva, giusto? Ciò dimostra che, dopo essere stato creato, Adamo aveva dei pensieri autonomi e capiva molte cose. Per ora, tuttavia, non studieremo né indagheremo cosa o quanto avesse capito, perché questo non è il punto principale che intendo discutere riguardo al terzo passo. Dunque qual è il punto principale di questo brano? Diamo un’occhiata al versetto: “E Jahvè Dio fece ad Adamo e alla sua moglie delle tuniche di pelle, e li vestì”. Se oggi non condividessimo questo versetto delle Scritture, potreste non rendervi mai conto delle implicazioni dietro queste parole. Anzitutto, permetteteMi di darvi alcuni indizi. Espandete la vostra immaginazione e visualizzate il Giardino dell’Eden, abitato da Adamo ed Eva. Dio va a trovarli, ma essi si nascondono perché sono nudi. Dio non riesce a vederli e, dopo che li ha chiamati, dicono: “Non osiamo mostrarci a Te perché i nostri corpi sono nudi”. Non osano mostrarsi a Dio perché sono nudi. Dunque cosa fa Jahvè Dio per loro? Il testo originale dice: “E Jahvè Dio fece ad Adamo e alla sua moglie delle tuniche di pelle, e li vestì”. Ebbene, sapete cosa usò Dio per fare i loro vestiti? Pelli di animali. Vale a dire che i vestiti realizzati da Dio per gli uomini erano pellicce. Questi furono i primi indumenti fatti da Lui per l’uomo. Secondo i criteri moderni, una pelliccia è un capo lussuoso, che non tutti possono permettersi di indossare. Se qualcuno ti chiede: “Quale fu il primo indumento indossato dai progenitori dell’umanità?”, puoi rispondere: “Una pelliccia”. “Chi la fece?” Puoi rispondere: “La fece Dio!”. Il punto principale è: questo indumento fu realizzato da Dio. Questa non è una cosa degna di nota? Ora che vi ho descritto questa scena, nella vostra mente è emersa un’immagine? Dovrebbe esserci almeno un’idea approssimativa. Non vi dico questa cosa oggi per riferirvi quale fu il primo indumento indossato dall’uomo. Allora qual è il punto? Non la pelliccia, bensì come conoscere l’indole di Dio e ciò che Egli è ed ha, rivelati da Lui quando compì questa azione.

Nell’immagine del versetto: “E Jahvè Dio fece ad Adamo e alla sua moglie delle tuniche di pelle, e li vestì”, che tipo di ruolo svolge Dio quando è con Adamo ed Eva? In che tipo di ruolo appare in un mondo popolato soltanto da due esseri umani? In quello di Dio? Fratelli e sorelle di Hong Kong, per favore rispondete. (In quello di genitore.) Fratelli e sorelle della Corea del Sud, in che tipo di ruolo pensate che Dio appaia? (Capofamiglia.) Fratelli e sorelle di Taiwan, qual è il vostro parere? (Il ruolo di qualcuno che appartiene alla famiglia di Adamo ed Eva, di un membro della famiglia.) Alcuni di voi ritengono che Dio Si manifesti come un membro della famiglia di Adamo ed Eva, mentre altri dicono che Dio appare come il capofamiglia, e altri ancora come genitore. Tutte queste ipotesi sono molto appropriate. Ma dove voglio arrivare? Dio creò queste due persone e le trattò come Suoi compagni. Essendo il loro unico parente, Si prese cura della loro vita e anche delle loro necessità primarie. Qui Dio appare come un genitore di Adamo ed Eva. Mentre lo fa, l’uomo non vede quanto Egli sia nobile; non nota la Sua fondamentale supremazia, la Sua misteriosità e soprattutto la Sua ira o maestà. Vede soltanto l’umiltà di Dio, il Suo affetto, la Sua sollecitudine verso l’uomo, la Sua responsabilità e la Sua premura nei confronti dell’essere umano. L’atteggiamento con cui Dio trattò Adamo ed Eva è simile al modo in cui i genitori umani mostrano sollecitudine verso i propri figli. Assomiglia anche alla maniera in cui i genitori umani amano, accudiscono e assistono i propri figli e le proprie figlie: reale, visibile e tangibile. Invece di mettere Sé Stesso in una posizione elevata e potente, Dio utilizzò personalmente le pelli per realizzare i vestiti destinati agli uomini. Non importa che le pellicce servissero a coprire le loro pudenda o a proteggerli dal freddo. In breve, questi vestiti adoperati per coprire il corpo degli uomini furono realizzati personalmente da Dio con le Sue Stesse mani. Anziché crearli semplicemente con il pensiero o con metodi miracolosi, come immaginano le persone, Egli fece legittimamente qualcosa che, secondo l’uomo, non avrebbe potuto né dovuto fare. Forse è una cosa semplice, che secondo alcuni non è neppure degna di nota, eppure consente anche a tutti coloro che seguono Dio, ma che prima erano pieni di idee vaghe su di Lui, di acquisire una comprensione della Sua sincerità e amabilità e di vedere la Sua natura fedele e umile. Costringe le persone insopportabilmente arroganti, che pensano di essere illustri e potenti, a chinare con vergogna la loro testa presuntuosa davanti alla sincerità e all’umiltà di Dio. Qui, queste ultime qualità permettono ancora di più all’uomo di vedere quanto Egli sia amabile. Per contro, il Dio immenso, amorevole e onnipotente nel cuore delle persone è molto piccolo, sgradevole e incapace di resistere persino a un singolo colpo. Quando vedi questo versetto e senti questa storia, guardi Dio dall’alto in basso perché fece una cosa simile? Alcuni potrebbero farlo, ma per altri sarà l’esatto contrario. Penseranno che Dio sia sincero e amorevole, e sono proprio queste caratteristiche a commuoverli. Più vedono il vero volto di Dio, e più riescono a comprendere la vera esistenza del Suo amore, la Sua importanza nel loro cuore e il modo in cui Egli sta al loro fianco in ogni momento.

A questo punto dovremmo collegare la nostra discussione al presente. Se Dio riuscì a fare queste cosucce per gli esseri umani che creò all’inizio, e addirittura alcune cose che le persone non oserebbero mai pensare né pretendere, potrebbe farle anche per gli uomini di oggi? Alcuni dicono: “Sì!”. Perché? Perché l’essenza e l’amabilità di Dio non sono finte. Perché la Sua essenza esiste davvero e non è una cosa aggiunta da altri, e certamente non è qualcosa che si modifica al cambiare dei tempi, dei luoghi e delle ere. La sincerità e l’amabilità di Dio emergono davvero quando Egli fa qualcosa che le persone considerano ordinario e insignificante, così piccolo che, secondo loro, Egli non lo farebbe mai. Dio non è presuntuoso. Non ci sono esagerazione, inganno, orgoglio o arroganza nella Sua indole e nella Sua essenza. Egli non Si vanta mai, bensì ama, mostra interessamento per gli esseri umani che ha creato, li accudisce e li guida con lealtà e sincerità. A prescindere da quanto le persone capiscano, sentano o vedano queste cose, Dio le sta sicuramente facendo. Sapere che Dio ha una simile essenza condizionerebbe l’amore degli uomini per Lui? Influenzerebbe il loro timore di Dio? Spero che quando comprenderai il vero volto di Dio, ti avvicinerai ancora di più a Lui e sarai in grado di apprezzare ancora meglio il Suo amore e la Sua sollecitudine per l’umanità e, allo stesso tempo, Gli donerai il tuo cuore e non avrai più sospetti o dubbi sul Suo conto. Dio fa tutto ciò che sta facendo per l’uomo senza ostentazione, silenziosamente, attraverso la Sua sincerità, la Sua lealtà e il Suo amore. Tuttavia non prova mai preoccupazione o rimpianto per tutto ciò che fa, né ha mai bisogno che qualcuno Lo ripaghi in qualche modo o ha intenzione di ottenere qualcosa dall’umanità. L’unico scopo di tutto ciò che ha fatto è ricevere la vera fede e il vero amore degli uomini. Chiudiamo qui il primo argomento.

Queste discussioni vi hanno aiutati? Quanto? (Ci hanno dato una maggiore comprensione e conoscenza dell’amore di Dio.) (Questo metodo di comunicazione può aiutarci a comprendere meglio la parola di Dio in futuro, a capire le Sue emozioni e i significati dietro le cose che disse nel momento in cui le disse, e a intuire cosa provò in quell’istante.) Dopo aver letto queste parole, qualcuno di voi percepisce ancora meglio l’effettiva esistenza di Dio? Ritenete che essa non sia più vuota o vaga? Una volta provata questa sensazione, avvertite la Sua presenza al vostro fianco? Forse la sensazione non è ovvia in questo momento, o forse non siete ancora in grado di percepirla, ma un giorno, quando avrai davvero una comprensione profonda e una reale conoscenza dell’indole e dell’essenza di Dio nel tuo cuore, sentirai la Sua presenza accanto a te. È solo che non Lo avevi mai accettato davvero nel tuo cuore. Tutto questo è reale.

Che cosa ne pensate di questo metodo di comunicazione? Siete riusciti a tenere il passo? Pensate che questo tipo di condivisione sull’argomento dell’opera di Dio e della Sua indole sia molto pesante? Come vi siete sentiti? (Molto bene, entusiasti.) Che cosa vi ha fatti sentire bene? Perché vi siete entusiasmati? (È stato come tornare nel Giardino dell’Eden, accanto a Dio.) In realtà, “l’indole di Dio” è un argomento con cui tutti hanno poca dimestichezza, perché ciò che solitamente immagini, che leggi nei libri o che ascolti durante le condivisioni ti fa sempre sentire come un cieco che tocca un elefante. Tasti qua e là con le mani, ma in realtà non vedi niente con gli occhi. Il “tocco della mano” semplicemente non può darti una descrizione essenziale della conoscenza di Dio, né tantomeno un’idea chiara. Ciò che ti porta è maggiore immaginazione, cosicché non riesci a definire precisamente cosa siano l’indole e l’essenza di Dio. Invece questi fattori di incertezza derivanti dalla tua immaginazione sembrano sempre riempire di dubbi il tuo cuore. Quando non puoi essere certo di qualcosa, ma provi ugualmente a capirla, nel tuo cuore ci saranno sempre contraddizioni e conflitti, e talvolta ciò può anche sfociare nello sconcerto, facendoti sentire smarrito. Non è davvero straziante voler cercare Dio, voler arrivare a conoscerLo e a vederLo con chiarezza, ma avere sempre l’impressione di non riuscire a trovare le risposte? Naturalmente, queste parole sono rivolte soltanto a coloro che desiderano cercare di riverire Dio e soddisfarLo. Per coloro che semplicemente non prestano alcuna attenzione a cose simili, in realtà ciò non è importante, perché essi sperano che la realtà e l’esistenza di Dio siano una leggenda o una fantasia, in modo da poter fare qualunque cosa vogliano, da essere i più grandi e i più importanti, da poter commettere azioni malvagie senza pensare alle conseguenze, da non dover affrontare la punizione o assumersi alcuna responsabilità, cosicché persino le cose che Dio dice sui malfattori non valgano per loro. Queste persone non sono disposte a comprendere l’indole di Dio, sono stanche di cercare di conoscere Lui e tutto ciò che Lo riguarda. Preferirebbero che Dio non esistesse. Gli si oppongono e sono coloro che verranno eliminati.

Ora parleremo della storia di Noè e di come si colleghi all’argomento dell’opera di Dio, dell’indole di Dio e di Dio Stesso.

In questa parte delle Scritture, che cosa fa Dio nei confronti di Noè? Forse tutti voi qui seduti sapete qualcosa perché avete letto le Scritture: Dio fece costruire l’arca a Noè, poi usò un diluvio per distruggere il mondo. Fece costruire l’arca a Noè per salvare gli otto membri della sua famiglia, per consentire loro di sopravvivere, di diventare i progenitori della successiva generazione dell’umanità. Ora leggiamo le Scritture.

da La Parola appare nella carne

Fonte: La Chiesa di Dio Onnipotente

“L’opera di Dio, l’indole di Dio e Dio Stesso I” Parte 2ultima modifica: 2019-03-07T12:35:05+01:00da cartina888
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