Il Vangelo del giorno “L’opera di Dio, l’indole di Dio e Dio Stesso II” Parte 2

L’opera di Dio, l’indole di Dio e Dio Stesso II

Dio è abbondantemente misericordioso verso coloro di cui Si prende cura e Si indigna profondamente verso coloro che detesta e rifiuta

Secondo la narrazione biblica, a Sodoma erano presenti dieci servitori di Dio? No, non c’erano! La città era degna della misericordia di Dio? Solo una persona in città – Lot – accolse i messaggeri di Dio. Ciò significa che nella città era presente un solo servitore di Dio e che perciò Dio non poté far altro che salvare Lot e distruggere la città di Sodoma. I dialoghi tra Dio e Abramo possono sembrare semplici, ma illustrano un concetto profondissimo: le azioni compiute da Dio si basano su principi e, prima di prendere una decisione, Egli passa molto tempo a osservare e deliberare; se i tempi non sono maturi, di sicuro Egli non prende nessuna decisione e non trae alcuna conclusione affrettata. I dialoghi tra Abramo e Dio mostrano che la decisione divina di distruggere Sodoma non fu per nulla sbagliata, giacché Dio sapeva che nella città non c’erano né quaranta giusti, né trenta, né venti. Non ce n’erano nemmeno dieci. Il solo giusto nella città era Lot. Tutto ciò che avveniva a Sodoma, e le relative circostanze, era sotto gli occhi di Dio ed Egli lo conosceva come il palmo della Propria mano. Quindi, la Sua decisione non avrebbe potuto essere sbagliata. Invece, in contrasto con l’onnipotenza di Dio, l’uomo è decisamente intorpidito, sciocco, ignorante e miope. Ecco cosa possiamo cogliere nei dialoghi tra Abramo e Dio. Dio ha reso nota la Sua indole dagli inizi fino ad oggi. Anche in questo caso, dovremmo cogliere l’indole di Dio. I numeri sono semplici e non dimostrano niente, ma qui troviamo un’espressione molto importante dell’indole di Dio. Egli non avrebbe distrutto la città per cinquanta giusti. Ciò è dovuto alla Sua misericordia? Oppure al Suo amore e alla Sua tolleranza? Avete notato questo aspetto dell’indole di Dio? Anche se ci fossero stati solo dieci giusti, grazie a loro Egli non avrebbe distrutto la città. Non si tratta forse della tolleranza e dell’amore divini? Per la Sua misericordia, la Sua tolleranza, e la Sua sollecitudine per questi giusti, Egli non avrebbe distrutto la città. Questa è la tolleranza di Dio. E quale risultato ne consegue in ultima analisi? Quando Abramo disse: “Forse, vi se ne troveranno dieci”. E Jahvè: “Non la distruggerò”. Dopo questo, Abramo non disse altro, perché a Sodoma non c’erano i dieci giusti ai quali aveva alluso. Egli aveva esaurito gli argomenti e in quel momento si era reso conto del perché Dio avesse deciso di distruggere Sodoma. In questo episodio, quale aspetto dell’indole di Dio potete cogliere? Che tipo di decisione assunse? Ovverosia, visto che in città non vi erano nemmeno dieci giusti, Dio non le consentì di continuare a esistere e finì inevitabilmente per distruggerla. È l’ira di Dio? La Sua collera rappresenta la Sua indole? Tale indole è rivelazione della santa essenza di Dio? È rivelazione della Sua giusta essenza, che l’uomo non deve offendere? Avendo avuto conferma che a Sodoma non c’erano nemmeno dieci giusti, Dio non poteva far altro che distruggere la città e punirne duramente gli abitanti, perché si opponevano a Dio e perché erano così sordidi e corrotti.

Perché abbiamo analizzato così questi passi? Perché queste poche e semplici frasi manifestano pienamente l’indole di Dio, caratterizzata da grande misericordia e profonda ira. Pur tenendo in gran conto i giusti, mostrando loro misericordia, tollerandoli e prendendoSene cura, al tempo stesso Dio nutre nel Suo cuore un profondo disgusto per tutti coloro che si erano lasciati corrompere a Sodoma. Non si tratta forse di grande misericordia e profonda ira? In che modo Dio distrugge la città? Con il fuoco. E perché la distrugge ricorrendo al fuoco? Quando vedi una cosa arsa dal fuoco o tu stesso stai per bruciare qualcosa, che sentimenti provi? Perché desideri bruciare qualcosa? Senti che non ne hai più bisogno, che non vuoi più avere quella cosa davanti agli occhi? Vuoi rinunciarvi? L’uso che Dio fa del fuoco significa rinuncia, odio, e che Egli non voleva più avere Sodoma davanti agli occhi. Ecco l’emozione che spinse Dio a radere al suolo la città con il fuoco. L’uso del fuoco esprime semplicemente quanto Dio sia adirato. Certo, la misericordia e la tolleranza di Dio non vengono meno, ma la Sua santità e la Sua giustizia, quando scatena la Sua ira, mostrano altresì all’uomo l’intolleranza di Dio nei confronti di qualsiasi offesa. Quando l’uomo è totalmente capace di obbedire ai comandi di Dio e agisce secondo quanto Egli prescrive, Dio abbonda in misericordia verso di lui; ma se l’uomo si lascia colmare di corruzione, odio e inimicizia verso Dio, Egli Si adira profondamente. E quanto è profonda la Sua ira? La Sua collera continuerà a manifestarsi finché Egli non percepirà più la resistenza e le azioni malvagie dell’uomo, fino a quando queste cose non saranno più davanti ai Suoi occhi. Solo in quel momento l’ira di Dio scomparirà. In altri termini, a prescindere dalle persone, se il loro cuore si è allontanato da Dio e si è rivolto altrove per non tornare più indietro, allora, a prescindere da come, in apparenza o soggettivamente esse desiderino adorare Dio, seguirLo e obbedirGli nel loro corpo o nel loro pensiero, non appena il loro cuore si allontana da Dio, la Sua ira si scatena senza sosta. Quando Dio scatena completamente la Sua ira, dopo aver concesso agli uomini tutte le opportunità possibili, non ha più alcun modo di rimangiarSela, ed Egli non sarà mai più misericordioso e tollerante verso di loro. Questo è un tratto dell’indole di Dio che non tollera offese. In un caso di tal genere, sembra normale che Dio distrugga una città, giacché, ai Suoi occhi, una città piena di peccato non può esistere e continuare per la sua strada, ed è logico che debba essere distrutta da Dio. Tuttavia, in ciò che è successo prima e dopo la distruzione di Sodoma da parte di Dio, è possibile cogliere l’indole di Dio nella sua totalità. Egli è tollerante e misericordioso verso ciò che è positivo, bello e buono, ma Si adira profondamente con tutto ciò che è malvagio, peccaminoso e perverso, tanto che la Sua ira non può venir meno. Questi sono i due aspetti principali e più rilevanti dell’indole di Dio, rivelati peraltro da Dio dal principio alla fine: abbondante misericordia e profonda ira. La maggior parte di voi ha sperimentato in qualche misura la misericordia di Dio, ma pochi hanno assaggiato la Sua ira. È possibile vedere la misericordia e la benevolenza di Dio in ogni persona; Egli, cioè, è stato abbondantemente misericordioso nei confronti di tutti. Tuttavia, molto raramente, o forse mai, Dio Si è mostrato oggi profondamente adirato nei confronti di un membro o di una parte qualsiasi del vostro gruppo. Tranquilli! Prima o poi tutti vedranno e sperimenteranno l’ira di Dio, ma per ora non è ancora il momento. Perché? Perché quando Dio è costantemente adirato verso qualcuno, ovverosia quando scatena la Sua profonda ira contro di lui, ciò significa che Egli da tempo lo detesta e lo rifiuta, ne disdegna l’esistenza e non riesce più a sopportarla; non appena la Sua ira cadrà su costui, egli scomparirà. Oggi, l’opera di Dio non ha ancora raggiunto questo punto. Se Egli fosse profondamente adirato, nessuno di voi sarebbe in grado di resistere alla Sua ira. In questo momento, dunque, ai vostri occhi Dio non mostra altro che misericordia verso voi tutti e non avete ancora visto la Sua profonda ira. Quanti tra voi non ne sono convinti, potete invocare su di sé l’ira di Dio, in modo da sperimentare di persona se la Sua ira e la Sua indole, che non tollera offese da parte dell’uomo, esistano veramente. Osereste farlo?

Chi è degli ultimi giorni vede l’ira di Dio solo nelle Sue parole, ma non la sperimenta realmente

È valso la pena condividere i due aspetti dell’indole di Dio riscontrabili in questi passi della Scrittura? Dopo aver ascoltato questa storia, avete acquistato una nuova comprensione di Dio? Che tipo di comprensione? Si potrebbe dire che, dai tempi della creazione fino ad oggi, nessun gruppo abbia beneficiato così tanto della grazia, della misericordia e della benevolenza di Dio quanto questo gruppo del tempo della fine. Sebbene, nella fase finale, Dio abbia compiuto l’opera di giudizio e di castigo, e l’abbia compiuta con maestà e ira, Dio Si limita quasi sempre a utilizzare parole per compiere la Sua opera; Egli ricorre a parole per insegnare, innaffiare, provvedere e nutrire. Nel frattempo, l’ira di Dio è stata tenuta costantemente nascosta, ed esclusa l’esperienza dell’aspetto collerico dell’indole di Dio manifestatosi nelle Sue parole, pochissimi hanno sperimentato la Sua ira di persona. Cioè, nel corso dell’opera divina di giudizio e castigo, sebbene l’ira di Dio rivelata nelle Sue parole consenta agli esseri umani di sperimentare la Sua maestà e la Sua intolleranza alle offese, tale genere di ira è solo verbale. In altri termini, Dio utilizza parole per rimproverare l’uomo, smascherarlo, giudicarlo, castigarlo e perfino condannarlo, ma non Si è ancora adirato profondamente con l’uomo e ha a malapena incominciato a scatenare la Sua ira su di lui in maniera non verbale. Quindi, la misericordia e la benevolenza di Dio sperimentate dall’uomo in questa età costituiscono la rivelazione della vera indole di Dio, mentre la Sua ira, sperimentata dall’uomo, è soltanto l’effetto del timbro e del tocco delle Sue parole. Molti ritengono erroneamente che un simile effetto costituisca la reale esperienza e la vera conoscenza dell’ira di Dio. Perciò, gran parte degli esseri umani crede di aver percepito la misericordia e la benevolenza di Dio nelle Sue parole, nonché la Sua intolleranza alle offese dell’uomo, e la maggior parte di loro è giunta addirittura a prendere coscienza della misericordia di Dio e della Sua tolleranza nei confronti dell’uomo. Tuttavia, per quanto il comportamento dell’uomo possa essere cattivo, o per quanto corrotta possa essere la sua indole, Dio ha continuato a sopportare. Così facendo, Egli resta in attesa che le parole che ha pronunciato, gli sforzi che ha compiuto e il prezzo che ha pagato sortiscano un effetto in coloro che desidera far Suoi. L’attesa di un esito del genere richiede tempo ed esige la creazione di diversi ambienti per l’uomo, così come non si diventa adulti appena nati, ma ci vogliono diciotto o diciannove anni, e per alcuni addirittura venti o trent’anni, per poter diventare pienamente adulti. Dio attende che questo processo si realizzi pienamente, che giungano il tempo e gli esiti auspicati. E nel tempo dell’attesa la Sua misericordia sovrabbonda. Tuttavia, durante il periodo dell’opera di Dio, un esiguo numero di persone viene colpito, e alcuni vengono puniti a causa della loro grave opposizione a Dio. Tali esempi costituiscono una prova ancora più grande dell’indole di Dio, che non tollera l’offesa dell’uomo, e confermano del tutto la concreta esistenza della tolleranza e della sopportazione di Dio nei confronti dei prescelti. Come è ovvio, in questi esempi emblematici, la rivelazione di parte dell’indole di Dio in tali persone non influisce sul Suo piano di gestione globale. In realtà, in questa fase finale dell’opera di Dio, Egli ha sopportato per tutto il periodo in cui ha atteso, e in cambio della Sua pazienza e della Sua vita ha ottenuto la salvezza di coloro che Lo seguivano. Lo vedete? Dio non sconvolge il Suo piano senza motivo. Egli può scatenare la Sua ira ma può anche essere misericordioso: così rivela i due aspetti principali della Sua indole. Vi è chiaro? In altri termini, quando si tratta di Dio, tutto ciò che è corretto o sbagliato, giusto o ingiusto, positivo o negativo, viene mostrato chiaramente all’uomo. Tutto ciò che Egli farà, che ama, che odia, si riflette direttamente nella Sua indole. Tali cose possono essere colte altresì in modo molto ovvio e chiaro nell’opera di Dio e non sono né vaghe né generiche; al contrario, esse consentono a tutti di vedere l’indole di Dio e ciò che Egli ha ed è in un modo particolarmente concreto, veritiero e pratico. Questo è il vero Dio Stesso.

L’indole di Dio non è mai stata celata all’uomo: è il cuore dell’uomo che si è allontanato da Dio

Se non condividessi queste cose, nessuno di voi riuscirebbe a discernere la vera indole di Dio nei racconti della Bibbia: è un dato di fatto. Perché sebbene i racconti biblici riportino alcune delle cose che Dio ha fatto, Egli ha pronunciato solo poche parole e non ha presentato direttamente la Sua indole o reso noto apertamente il Suo volere all’uomo. Le generazioni successive hanno ritenuto semplici leggende queste narrazioni; per questo sembra che Dio Si nasconda all’uomo, non tanto occultando la Propria persona, quanto piuttosto la Sua indole e il Suo volere. Dopo la Mia condivisione odierna, pensate ancora che Dio Si nasconda completamente all’uomo? Credete ancora che l’indole di Dio gli sia nascosta?

Fin dal tempo della creazione, l’indole di Dio è sempre stata al passo con la Sua opera. Essa non è mai stata nascosta all’uomo, ma gli è stata resa completamente nota e spiegata nei dettagli. Tuttavia, con il passar del tempo, il cuore dell’uomo si è allontanato ancora di più da Dio e, a mano a mano che la corruzione dell’uomo diventava più profonda, l’uomo e Dio sono diventati sempre più distanti. Lentamente ma inesorabilmente, l’uomo è scomparso agli occhi di Dio, è diventato incapace di “vedere” Dio e così è rimasto senza “notizie” a Suo riguardo; egli non sa, di conseguenza, se Dio esista o meno, e si spinge addirittura a negarNe completamente l’esistenza. Perciò, il fatto che l’uomo non comprenda l’indole di Dio e ciò che Egli ha ed è non è causato dal fatto che Dio Si nasconda all’uomo, ma avviene perché il cuore dell’uomo si è allontanato da Dio. Sebbene l’uomo creda in Dio, il suo cuore è senza Dio ed egli non sa né vuole amarLo, giacché il suo cuore non si avvicina mai a Dio e, anzi, Lo evita costantemente. Ne consegue che il cuore dell’uomo è distante da Dio. Ma allora dov’è? In realtà, il cuore dell’uomo non è andato da nessuna parte: invece di dare il proprio cuore a Dio o di rivelarlo a Lui affinché Egli possa vederlo, l’uomo lo ha serbato per se stesso. E questo nonostante alcuni preghino spesso Dio dicendo: “O Dio, scruta il mio cuore, tu sai tutto ciò che penso”, e alcuni addirittura giurino di lasciare che Dio li osservi e di desiderare di essere puniti qualora non terranno fede al loro giuramento. Anche se l’uomo consente a Dio di guardargli nel cuore, ciò non significa che egli sia capace di obbedire alle Sue istruzioni e disposizioni, o che egli abbia posto nelle mani di Dio il suo destino, le sue speranze e tutto il testo. Quindi, a prescindere dai giuramenti che hai fatto a Dio o da quanto Gli hai dichiarato, agli occhi di Dio il tuo cuore continua a essere chiuso a Lui, dato che Gli consenti solamente di osservarlo senza permetterGli di controllarlo. In altri termini, non hai affatto donato il tuo cuore a Dio e sai solo pronunciare belle parole affinché Dio le ascolti; nel contempo, Gli nascondi le tue reiterate intenzioni ingannevoli, insieme ai tuoi intrighi, le tue trame e i tuoi piani, e tieni stretti speranze e destino nelle tue mani, temendo nel profondo che ti possano essere strappati da Dio. Così, a Dio non è mai dato di vedere la sincerità dell’uomo nei Suoi confronti. Sebbene Egli scruti le profondità del cuore umano, possa vedere ciò che l’uomo pensa e desidera fare nel suo cuore, e possa inoltre vedere cosa non lasci trapelare dall’intimo, il cuore dell’uomo non appartiene a Dio, perché egli non l’ha affidato al Suo controllo. In altre parole, Dio ha il diritto di osservare, ma non di controllare. Nella sua coscienza soggettiva, l’uomo non vuole o non intende abbandonarsi alla mercé di Dio. Non solo egli si è isolato da Dio, ma vi è addirittura chi studia modi per mascherare il proprio cuore, ricorrendo ad abili parole e all’adulazione al fine di creare false impressioni, di guadagnarsi la fiducia di Dio e nascondere il proprio volto autentico al Suo sguardo. Non lasciando trapelare a Dio la verità, chi si comporta così mira a far sì che Dio non veda come è veramente. Costoro non desiderano donare il loro cuore a Dio, ma vogliono serbarlo per se stessi. Il sottinteso è che ciò che l’uomo fa e vuole è interamente pianificato, calcolato e deciso dall’uomo stesso; egli non necessita della partecipazione o dell’intervento di Dio, e ancor meno delle Sue istruzioni e disposizioni. Così, sia in relazione ai comandi di Dio, al Suo mandato o a ciò che Egli prescrive all’uomo, le decisioni di quest’ultimo si basano sulle sue intenzioni e i suoi interessi, sul suo stato e le circostanze del momento. L’uomo usa sempre la conoscenza e la comprensione che gli sono familiari, nonché il suo intelletto, per giudicare e scegliere la strada che desidera percorrere, e non fa spazio all’intervento o al controllo di Dio. Ecco il cuore dell’uomo dal punto di vista di Dio.

da La Parola appare nella carne

Fonte: La Chiesa di Dio Onnipotente

Il Vangelo del giorno “L’opera di Dio, l’indole di Dio e Dio Stesso II” Parte 2ultima modifica: 2019-04-16T12:21:24+02:00da cartina888
Reposta per primo quest’articolo